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Tra fantasmi e leggende popolari
 


Settembre è tempo di rievocazioni storiche, con festeggiamenti dal sapore medievale nei molti castelli presenti nel territorio.
Vi potrebbe capitare dunque di fare strani incontri, perché ognuna di queste dimore ospita almeno un fantasma di nobile rango che non trova riposo per “questioni di cuore”... ecco dove.

Salvaneo - personaggio di leggende popolari
 
Castello di Monselice


Ben due sarebbero i fantasmi che abitano il Castello di Monselice: Avalda, diafana, di bassa statura, alla continua ricerca del suo amante Ezzelino da Romano, e Jacopino da Carrara, dai capelli grigi e spettinati, con un bastone ad aiuto del suo peregrinare.
Monna Avalda, moglie del nobile Azzo d'Este, si aggira ancora oggi di notte tra le mura del Castello alla ricerca del suo giovane amante, che fu sì causa di numerose notti d’amore, ma anche della sua stessa

 

morte, avvenuta nel salone d'onore del Castello ad opera del marito, infuriato per la scoperta del tradimento.
Jacopino da Carrara, invece, era il reggente della città assieme al nipote Francesco che, per timore di venire spodestato dallo zio, lo fece rinchiudere nelle prigioni del Castello per farlo morire di fame e sete. L’amante di Jacopino, Giudita, cercò di incontrare in carcere il suo amato, ma finì per essere imprigionata anch’essa e seguire la sorte di Jacopino il quale, saputo che Giudita condivideva la sua pena poco lontano, urlò quanto poteva per farsi sentire da lei. Ecco perché ancora oggi il fantasma di Jacopino vaga ancora tra le mura del castello alla ricerca della sua Giudita, mentre lei, sentendo le grida di dolore, ferma i passanti lungo la strada per chiedere notizie del suo amato.
 

 

Nel Castello del Catajo è collocata una pietra macchiata del sangue di Lucrezia degli Obizzi, barbaramente assassinata la notte del 14 novembre 1654 da uno spasimante respinto. Lo spirito della sfortunata Lucrezia vaga ora nel Castello e molti sostengono di aver scorto una figura vestita di azzurro affacciarsi alle finestre più alte del Catajo…

Castello del Catajo
 

Commovente è lo spettro della giovane figlia di Gennaro dei Gibelli, morta di dolore per non aver potuto sposare l'uomo che amava; talvolta si affaccia piangendo fra i merli delle mura del Castello di Valbona. Si narra che la può vedere solo chi in quel momento soffre di pene d'amore.

 
Castello di San Zeno

Vicino a Montagnana si erge l’antico Castello di San Zeno, dove sembrano accadere fenomeni
alquanto strani: vengono segnalati rumori inspiegabili e luci che si accendono e si spengono senza motivo. Secondo alcuni, i fenomeni sarebbero da attribuire a Tommaso da Mantova (appartenente alla corte dei Carraresi) che venne assassinato dal popolo in rivolta nelle vicinanze della Rocca degli Alberi.

 


Narra la leggenda che, nel laghetto dietro al Castello di Lispida, una sirena apparve agli occhi del disperato Conte di Monticelli, che aveva deciso di uccidersi gettandosi nel lago per porre fine alle sofferenze della malattia che lo aveva colpito alle gambe. Il conte si innamorò all’istante della meravigliosa sirena. La sirena lo esortò ad immergere le gambe nel caldo fango sul fondo del lago. Così fece il conte, che guarì all’istante e, una volta riemerso, cercò invano la sua amata.

Castello di Lispida
 

Ancora oggi il fantasma di Monticelli si aggira nei pressi del lago alla ricerca della sirena, ma solo nella notte di San Giovanni può incontrare la sua salvatrice. Leggenda o verità che sia le donne innamorate di quel luogo giurano che nella notte di San Giovanni dal lago di Lispida arriva ancora la voce melodiosa della sirena che parla e danza tutta la notte con il giovane Monticelli.

   
 
 
Oltre ai fantasmi che popolano i castelli, ecco alcune storie della tradizione popolare legate ai luoghi dei Colli Euganei:
 
El Salvanéo


El Salvanéo

E’ una sorta di folletto con copricapo e babbucce di colore rosso che vive nei boschi, nei rovi impenetrabili, oppure fra i rami degli alberi. Il Salvaneo adora i bambini, ai quali ama donare squisiti dolciumi. È un po’ impertinente con le fanciulle che si trovano a vagare nei boschi. Le tradizione popolari lo additano come la causa di incidenti ed intoppi nella vita contadina, quali pagliai che prendono fuoco o mucche inquiete in stalla.

 
 


La celebre povolata di Ca' Oddo a Monselice

Secondo la tradizione popolare sotto le radici di questo vecchio albero si trovano le ceneri di una strega. La “povolata” sarebbe stata piantata proprio per imbrigliare le forze malefiche della strega arsa in quel luogo che, morendo, predisse la propria resurrezione nel momento stesso in cui la pianta sarebbe stata abbattuta e tagliata.
Pare che i suoi rami si pieghino ad importunare i passanti, che nessun uccello vi abbia mai nidificato e che il tronco risulti al tatto freddo d’estate e caldo d’inverno…

La “Piera de Spaca”
Di fronte al municipio di Galzignano, c'è una strana pietra che sembra una macina di mulino; è chiamata la “Piera de Spaca”.
Realmente esistito nel ‘700, “Spaca” era il proprietario di una locanda dove sostavano le carrozze di passaggio; uomo perverso e diabolico ma dai modi gentili e attraenti, si prendeva cura dell’ospite per assicurarsi la sua fiducia; lo faceva quindi addormentare con un potente sonnifero, lo portava fino alla pietra e qui accoltellava il malcapitato, per depredarlo di tutto quanto possedeva. Lo seppelliva quindi nei pressi di un grande mandorlo che sorgeva nelle vicinanze, che si narra sia rinsecchito solo pochi anni fa.
 

 
   
   
territorio ed itinerari
 
I comuni dei Colli Euganei

I Comuni
dei Colli Euganei

Sono 15, a perimetro ed all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un alternarsi fra colline e pianura, boschi e campi coltivati, centri abitati moderni e borghi medievali.

Le ricette del territorio
Piatti dagli ingredienti semplici appartenenti ad un’antica tradizione contadina, ma in grado di soddisfare anche i palati più fini.

Risotto con i bruscandoli >>

Scaloppa di petto d'oca al miele
e carbernet con timballo di riso campi dorati >>

Branzino marinato con capesante
con Bouquet di verdure alla vecchia maniera >>

 

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