(7,2 km) 3h (visita al museo esclusa – 45
min)
Il punto di partenza per questa passeggiata è il
parcheggio situato a fianco della chiesa di
valle San Giorgio dall’inconfondibile bel
campanile, nel comune di Baone. Il
tranquillo borgo sorge attorno alla chiesa in
posizione già leggermente sopraelevata rispetto
al fondovalle.
Cominciate a salire lungo via Chiesa, poi lungo
via Gatte e quindi via Tormene. In breve
raggiungete la “Fonte Pissarotto”[foto].
Proseguite a destra; poco oltre, a lato, potete
notare una formazione di scuri tufi basaltici,
appartenenti alla prima fase vulcanica di
formazione dei Colli Euganei. Cespugli di ginestre, pruno selvatico,
biancospino, sicomori e gelsi si alternano a
pendii coltivati; sulla sinistra una radura
che si apre tra antiche mura fa intravvedere
un’altra fonte, la Fontana delle Fontanelle
[foto]. Ora la strada sale all’ombra di robinie,
roverelle, olmi ed aceri intervallati da
cespugli di biancospino e ligustro, fino a
raggiungere la sella (m. 210) tra il monte
Gemola ed il monte Rusta.
Arrivati a questo punto sono possibili alcune
variazioni: potete infatti raggiungere il Monte
Fasolo o la cima del Monte Rusta (m 401) .
L’itinerario che proponiamo invece vi farà risalire per
poche decine di metri fino alla cima del M. Gemola
(m. 270), dove si trova Villa Beatrice,
l’antico convento della Beata Beatrice d’Este
[foto], ora divenuto sede del Museo Naturalistico dei
colli Euganei.
In questo
luogo, che ha conservato le caratteristiche
della tranquilla e silenziosa atmosfera
monastica, potete passeggiare tra vari
ambienti interni ed esterni e godere di uno
dei più bei panorami dei Colli Euganei
[foto].
Lo sguardo si estende a 360°, dall’orizzonte
lontano della piatta pianura, interrotto a
sud nelle giornate più serene dal profilo
degli Appennini, fino alle cime più vicine
dei Colli, dal Borgo di Arquà Petrarca a
Monselice e la sua Rocca.
Passeggiando al limitare del bosco che
contorna l’ampia radura che costituisce la
sommità del Monte Gemola [foto], è possibile
ascoltare, trasportati dalle brezza, i
rumori e le voci del bosco: ogni periodo
dell'anno e buono per scorgere la ghiandaia,
mentre d'estate può capitare di imbattersi
nell'upupa o sentire tra gli alberi il
caratteristico verso del cuculo; in inverno
il pettirosso e lo scricciolo tornano a
rallegrare i boschi ormai spogli. Tra le
mura che circondano la villa è facile
incrociare la verde sagoma del ramarro che
fugge velocemente nascondendosi in qualche
crepa o in un cespuglio.
Ridiscendendo da
Villa Beatrice, prendete la strada asfaltata
sulla sinistra (via santa Lucia) che scende
verso Cinto Euganeo. Dopo alcune curve appare la
solitaria chiesetta di Santa Lucia del Rusta
(sec XV) [foto]; se la sete si fa sentire,
appena dentro la staccionata che ne delimita gli
spazi trovate una fontanella di acqua potabile.
Ancora un centinaio di metri in discesa, poi
abbandonate la strada asfaltata per inoltrarvi a
sinistra lungo un sentiero che, senza troppi
saliscendi, tra pendii coltivati a vigneto,
porta all’abitato di Cornoleda [foto]. E’
questo uno dei più piccoli centri abitati dei
Colli (una ventina gli abitanti!), a mezza costa
del Monte Gemola, in posizione panoramica
sull’abitato di Cinto Euganeo e sulla pianura
occidentale.
Riprendete la stradina, per
alcuni tratti non asfaltata (via Caranzolo), che
prosegue senza troppe variazioni di quota fino a
ricongiungersi alla via Gatte, che ora ripercorrete in
discesa fino al parcheggio della chiesa di Valle San
Giorgio.
L’itinerario termina qui, ma merita una piccola
digressione Villa Mantua Benavides (sec XVI),
appena oltre la chiesa.
I Comuni
dei Colli Euganei
Sono 15, a perimetro ed
all’interno del Parco Regionale
dei Colli Euganei, in un
alternarsi fra colline e
pianura, boschi e campi
coltivati, centri abitati
moderni e borghi medievali.
Le ricette del territorio
Piatti dagli ingredienti
semplici appartenenti ad
un’antica tradizione contadina,
ma in grado di soddisfare anche
i palati più fini.
Risotto con i
bruscandoli >>
Scaloppa di petto
d'oca al miele e
carbernet con
timballo di riso
campi dorati >>
Branzino marinato
con capesante con
Bouquet di verdure
alla vecchia maniera
>>