Nel corso della vita gli odori emanati dai
luoghi dove viviamo e dalle persone che
incontriamo impregnano della loro essenza i
nostri ricordi. Per ognuno di noi i profumi e
l’odorato rivestono un significato prezioso che
spesso ci sfugge, distratti come siamo da
innumerevoli sollecitazioni create per colpire
altri sensi, soprattutto la vista. L’olfatto,
che ci segnala cosa ci piace e non ci piace,
cosa è buono o cosa è potenzialmente pericoloso,
pare “poco interessante” o addirittura
“scomodo”, eppure la nostra esistenza ha inizio
proprio grazie ad una scia “odorosa”. L’ovulo
sano e maturo, in grado di essere fecondato,
disperde molecole che guidano gli spermatozoi
verso l’ovulo stesso. Non c’è da stupirsi che
ogni donna abbia provato almeno una volta a
inebriare qualche uomo diffondendo scie di
profumo!
L’odore si diffonde nello
spazio, ci penetra senza che possiamo opporre
resistenza, perché l’olfatto è sempre attivo, a meno che
non siamo afflitti da un potente raffreddore o affetti
da anosmia.
Nella nostra cultura occidentale, fortemente razionale,
l’olfatto è stigmatizzato perché ci pone in relazione
con un mondo di odori estranei che non possiamo
controllare. L’olfatto ci pone sempre in relazione col
mondo e gli conferisce una particolare tonalità.
Qualsiasi odore produce e insieme evoca in noi emozioni,
pensieri, ricordi, immagini, sensazioni più o meno
gradevoli. E per evitare la sgradevolezza degli odori li
allontaniamo quanto più possibile o cerchiamo di
coprirli con profumi e deodoranti.
Il tentativo di
controllo è forse dovuto al fatto che l’olfatto
attiva anche gli altri sensi e senza che
possiamo opporre resistenza. L’odore di cibi
deliziosi ci fa apparire l’immagine di un piatto
pieno, ce ne fa sentire il gusto, il profumo del
mare ci ricorda il piacere dell’acqua sulla
pelle e il suono delle onde che si frangono
sulla riva. A chi non è capitato di percepire un
odore, fermarsi di colpo, chiudere gli occhi e
lasciarsi avvolgere da un ricordo che va
prendendo forma con immagini, suoni, sensazioni
corporee, gusti? O di sentirsi mancare per un
odore particolarmente sgradevole? L’olfatto ci
coinvolge totalmente nella relazione col mondo!
L’odore non ci lascia mai indifferenti e per
ognuno di noi ogni odore ha un significato
particolare.
E’ proprio questo aspetto a rendere
così pregni i nostri ricordi olfattivi. L’aroma
della torta che faceva la mamma, il profumo
della prima persona che abbiamo amato, gli odori
di un luogo a noi caro, sono ricordi così
personali che non possono essere condivisi,
perché lo stesso odore può essere carico di
significati opposti per un’altra persona.
Nell’intimità con l’amato
condividiamo i nostri odori, abbattendo la barriera
sociale che impone di presentarsi all’altro controllando
gli odori che naturalmente i nostri corpi emanano. Se
chiedessimo ad una persona innamorata quale è il suo
profumo preferito non ci stupirebbe sentire rispondere
“l’odore della sua pelle”. Il primo contatto che abbiamo
con la madre alla nascita è olfattivo e da adulti è
ancora l’olfatto ad attrarci o allontanarci dalle altre
persone. Potremmo innamorarci di una persona il cui
odore ci risulti sgradevole? Vi sento: stiamo tutti
rispondendo “mai!” e sicuramente abbiamo la stessa
espressione di disgusto nel viso.
L’odore della persona amata è fonte di rassicurazione e
piacere. Annusare il suo odore placa la nostra ansia, ci
fa sentire a casa. Se non è presente stringiamo un suo
maglione, dormiamo sul suo cuscino ed è come se fosse
insieme a noi.
Pensiamoci bene prima di
coprire questi odori che segnano la nostra vita, che
definiscono il piacere dell’intimità. Chiunque può
profumare, ma solo quella persona ha quell’odore, quella
tonalità particolare che ci appassiona e ci coinvolge
con tutti i sensi e le sensazioni che il contatto umano
genera. L’odore ci avvolge, ci penetra, si impadronisce di noi,
in una parola ci cambia.
All’inizio è stato l’odore a segnalare la strada verso
vita. Oggi segnala la nostra presenza
nella vita.
Curiosità!
Da "Il sapore del
mondo" di David Le Breton Tr. It. Raffaello
Cortina Editore,
Milano 2007, pag. 252:
Nel 1770 un progetto di legge sottoposto al
parlamento britannico stabiliva senza
ambagi: "Che tutte le donne di qualsiasi
età, rango, professione o livello
d'istruzione, siano esse vergini, nubili o
vedove, che possano, da e in seguito a tale
Atto, approfittarsi, sedurre e costringere
al matrimonio uno qualsiasi dei sudditi di
Sua Maestà, grazie a profumi, belletti,
tinture cosmetiche, denti falsi, capelli
falsi, lana spagnola, busti con stecche di
ferro, guardinfanti, scarpe dal tacco alto,
fianchi imbottiti, incorrano nella stessa
pena che è prevista dalla legge contro la
stregoneria e che il matrimonio dopo la
dichiarazione di colpevolezza sia
considerato nullo". Poco più tardi, lo
stesso terrore del profumo quale strumento
di seduzione quasi demoniaco spinse il
parlamento della Pennsylvania ad adottare la
stessa legge. testo della legge citato nel libro tratto
da "La cultura dei fiori di J. Goody tr.It.
Einaudi,
Torino 1993, p. 258
Chiara
Dainese Laureata in Scienze psicologiche della
personalità
e delle relazioni interpersonali
SOS mal di schiena
Il mal di schiena è una fra le
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rigidità, posture scorrette,
lesioni alle articolazioni
vertebrali, molte sono le cause
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Alle terme in coppia
Quanto è meravigliosa eppur
difficile la relazione a due!
Cerchiamo di capire come le
terme siano utili per creare
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